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    Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto sono tra le regioni più produttive e sviluppate d’Italia (40,5% del PIL nazionale) e rappresentano il “nuovo triangolo industriale” che sta trainando la ripresa economica del Paese. Nel 2017 hanno fatta registrare un differenziale di PIL contenuto rispetto al 2008 – Lombardia (-1,2%), Emilia-Romagna (-0,7%) e Veneto (-2,7%) – contro una media nazionale al -4,5% e nello stesso anno la disoccupazione risulta allineata (6,4% in Lombardia, 6,5% in Emilia-Romagna e 6,3% in Veneto), circa 5 punti sotto la media italiana.

    I segnali tangibili della tanto attesa uscita dalla crisi dunque ci sono. Tuttavia, i sistemi territoriali stanno affrontando un profondo cambiamento del modello produttivo, economico e organizzativo, conseguenza della crisi e dell’avvento della quarta rivoluzione industriale. Questo nuovo scenario mette i sistemi economici territoriali, tra cui quelli di Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, di fronte ad una molteplicità di nuove sfide, che dovranno essere affrontate nel migliore dei modi per consolidare gli attuali ritmi di crescita e mantenere livelli sufficienti di competitività sul piano internazionale.

    Una delle principali sfide riguarda i cambiamenti che la rivoluzione digitale sta apportando al modo di vivere e di fare impresa. Secondo l’indice DESI 2018 della Commissione europea, l’Italia risulta, per il quarto anno consecutivo, al 25° posto in UE per livello di digitalizzazione dell’economia e della società; un gap digitale che si trasforma in un deficit di competitività verso i principali Paesi europei.

    Uno dei fattori determinanti del digital divide del nostro Paese è da ricondursi al ritardo culturale legato alle scarse competenze digitali, un trend che rischia di rallentare significativamente il processo di digitalizzazione dell’economia e della società in generale.

    In base a quanto rilevato da Unioncamere, in Italia, nel 2017, il 34,2% delle oltre 4 milioni di ricerche di personale programmate si è indirizzata verso profili professionali con competenze 4.0 adeguate per raccogliere questa sfida.

    Oltre alle competenze 4.0 le aziende ricercano con particolare interesse anche altre skill ritenute chiave per affrontare i cambiamenti insiti nella trasformazione digitale. In particolare, nel 2017, la competenza che registra la maggiore frequenza di richiesta da parte delle imprese riguarda le abilità digitali di base, quali l’utilizzo delle tecnologie internet e l’abilità nella gestione di strumenti di comunicazione visiva e multimediale, richieste al 57,7% dei profili in entrata.

    Si rileva inoltre una forte correlazione tra competenze digitali e soft skill, cioè quelle abilità trasversali un po’ a tutti mestieri che connotano comunque una più evoluta professionalità: apertura al cambiamento, conoscenza delle lingue, problem solving, team working, pensiero creativo, capacità di parlare in pubblico, di gestire il tempo e di comunicare con i clienti. La presenza di soft skill è infatti uguale o maggiore rispetto alla media di settore nelle professioni con Digital Skill Rate (DSR) più elevato, con rispettivamente 35% nel Commercio, 36% nei Servizi e 35% nell’Industria.

    Il progetto DigitalSME si sviluppa all’interno del triangolo Lombardia-Emilia-Romagna-Veneto e in particolare in contesti provinciali quali quelli di Lodi, Cremona, Reggio Emilia e Verona, contraddistinti da un tessuto imprenditoriale composto in prevalenza da PMI a forte vocazione industriale ed estremamente dinamiche sui mercati esteri. Caratteristiche che, a livello di mercato del lavoro, si traducono in un significativo mismatch di competenze 4.0, con le imprese sempre più alla ricerca di figure in grado di gestire e applicare le tecnologie necessarie per affrontare la digital transformation e restare competitivi a livello internazionale.

    L’Istituto d’Istruzione Superiore di Codogno (Lodi) e gli altri Istituti tecnici e professionali aderenti al consorzio di DigitalSME intendono cogliere questa sfida, offrendo ai propri studenti l’opportunità di acquisire, un set innovativo di competenze, caratterizzato dalla combinazione di soft e digital skill, in grado di rispondere ai fabbisogni espressi dalle imprese dei rispettivi territori e aumentare così il potenziale occupazionale dei propri giovani.

    Il progetto DigitalSME si rivolge a studenti e neodiplomati provenienti dagli indirizzi “Sistemi informativi aziendali”, “Relazioni internazionali per il marketing” e “Servizi commerciali”, che avranno la possibilità di svolgere un’esperienza formativa e professionalizzante in contesti di apprendimento europei, presso strutture aziendali caratterizzate da elevati tassi di innovazione digitale e da una forte vocazione internazionale.

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